UNA "VENDEMMIA TARDIVA" AL NATURALE!

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E’ la seconda volta che vado alla manifestazione sui vini naturali organizzata dalla signora Tiziana Gallo, visto che lo scorso anno avevo assaggiato delle cose interessanti… arrivo intorno alle quattordici, mi danno la piantina delle sale e decido di andare subito da AR.PE.PE., adoro i suoi vini… sala B secondo banco, sembra facile, invece come al solito ci metto un pò a capire come ci si arriva, in effetti se ci penso ho dei problemi anche col Tuttocittà, però in questo caso non sono l’unica, vicino a me dei ragazzi si guardano intorno con l’aria interrogativa… signora Gallo, che ne dice il prossimo anno di far mettere delle belle e grandi lettere sulla porta di ogni sala?…

comunque dopo un pò la trovo mi metto a chiacchierare con Isabella la produttrice insieme al fratello Emanuele e intanto assaggio il Sassella Rocce Rosse 2001… color granato pieno e brillante, il profumo è fine e complesso di frutta tra le spezie, note di sottobosco, arance candite, legna arsa e tracce ferrose; in bocca è di notevole eleganza, la morbidezza è accompagnata da un tannino aristocratico e dalla freschezza sostenuta, il finale è lunghissimo. Grande vino!!! Isabella sorride quasi timida ai miei complimenti… eppure dovrebbe esserci abituata! Continuando tra un banco e un altro, tra cose buone e altre così così, incontro Stefania che mi porta quasi con forza ad assaggiare la birra artigianale (uff come ne bevo un goccio mi scappa!!!) del suo amico Loreno del microbirrificio 32 Via dei birrai, molto conosciuto nell’ambiente, provo l’Audace e devo dire che non mi dispiace affatto ma “a Lorè sto nome nun se pò sentì”… mentre esco dalla toilette (of course) incrocio Antonio grande conoscitore di cibo e vino che mi suggerisce di fare un salto in Liguria! Corro… sono fortunata perchè non trovo nessuno in quel momento, così ne approfitto per conoscere meglio la storia di Aris Blancardi e della sua azienda Glossary Link biodinamica Selva Dolce (che bel nome!).

Siamo sulle alture di Bordighera, in piena Riviera di Ponente a pochissimi km dalla Francia con le vigne a terrazza di 30 anni, che si affacciano sul mare. Prima i terreni erano utilizzati per coltivare fiori quindi pieni di sostanze chimiche, infatti c’era il rischio di non riuscire a riconvertirli, ma alla fine ce l’abbiamo fatta! ”Aris mi ricordi il concetto di biodinamica? E’ una fusione tra la terra, le piante, l’uomo e il cosmo… lasciamo che le piante crescano senza nessun tipo di diserbanti nè concimi, usiamo solo poco zolfo di cava e rame, se d’estate non piove non irrighiamo… quindi ogni anno è una scommessa che giochiamo con la natura, non abbiamo mai gli stessi vini, così come può succedere di non vendemmiare per niente; ma è proprio questa la cosa più bella, non sapere cosa accadrà. Fino a quando finalmente la pianta è pronta e ti offre orgogliosa e generosa i suoi frutti! è lì in quel preciso momento che le fatiche e le tensioni si sciolgono e sei commosso fino alle lacrime… man mano che mi parla, mi arriva tutta la sua passione, quasi come fossi io a provarla.

E’ sempre un’emozione imbattersi in persone come Aris, il veterinario astemio che produce vini! Astemio?! eh si pare che abbia dovuto impare ad assaggiarlo, anche perchè se no che figura ci fa! ”Non servono grandi enologi per fare vini importanti, se hai a disposizione un Terroir (nel senso più ampio del termine) come questo e hai la fortuna di conoscere persone, come il mio amico agronomo che mi da dei consigli, o come il mio amico pittore, Sergio Lazzaretti che mi ha fatto le etichette ”… Sono belle quest’etichette dai colori pastello, semplici ed immediate che vanno dall’ arancio del sole al marrone della terrra fino all’azzuro del mare… ricordano i quadri di Rothko… intanto mi versa il Pigato Riserva Rucantù 2009 che ha un naso intenso con note dolci di fiori bianchi, di tiglio, di mele con un leggero sentore di salsedine che ritrovo poi al sorso, ch’è molto piacevole, morbido e fresco.

Passo poi alla Vendemmia Tardiva Riserva VB1 2008, vermentino in purezza… ed è coup de foudre!!! il bicchiere è attraversato da raggi giallo dorato, gli archetti sono fitti e stretti fra loro, il profumo ampio e intenso è un’esplosione di polvere da sparo, idrocarburi da riesling alsaziano, affumicato, mela golden matura, scorze d’arancia candita, erbe aromatiche, macchia mediterranea, note iodate e salmastre, miele… sono stordita! Al palato è seducente con una morbidezza sferzata dall’acidità, nel retrogusto ritrovo la frutta matura avvolta in una nota sapida. Lungo il finale… da provare con pesci affumicati. Sicuramente il vino che più mi è rimasto impresso.